BREVEMENTE, EL CHOLO.

Senza ombra di dubbio il Cholo è un gran conoscitore di calcio. Competitivo, grintoso, elegante e mai domo, le sue caratteristiche da giocatore che riporta anche nel suo essere allenatore. Ora allenatore in una delle squadre dove ha fatto faville, dove è stato in grado di infiammare i tifosi. Dalla sua carriera di allenatore fin ora ha preso sia successi che momenti di difficoltà, ma si sa lui non si butta mai giù.

Racing de Avellaneda e Catania, la prima sfida come allenatore e la prima esperienza in Europa. Squadre non strutturate, dove l’organizzaione poteva essere l’arma in più. Un cammino con queste squadre fatte di vittorie e sconfitte. Il suo avvento in panchina portò proprio la scossa che tutti si aspettavano da lui: tanto ritmo, cuore e mente che camminano insieme, acquisizione delle idee rapide ed efficaci. Dato il suo magico contributo ha poi deciso di fermare l’avventura e cercarne un’altra.

Dopo le esperienze in corsa e in squadre non strutturate, arriva un panchina con aspettative e titoli da conquistare, il River Plate. Quest’esperienza però è segnata da due momenti separati. Il primo momento contrassegnato da il grande successo. Alexis Sanchez, talento sopraffino, estro e fantasia; Ortega esperienza e piede fatato; Diego Buonanotte un piccolo grande genio in esplosione; e non per ultimo Radamel Falcao, forza, corsa, fame di vittorie. Tutti uniti per la vittoria  finale. Il secondo momento  contraddistinto dalla perdita dei prezzi pregiati, ha portato a risultati altalenanti e non positivi e con questo è errivato l’esonero.

Poi l’Atletico Madrid. Storia recente di una squadra a sua immagine e somiglianza. Un gioco e un atteggiamento tattico che è riuscito a mettere in difficoltà tutte le corazzate europee. Giocatori che fino al suo arrivo erano considerati buoni giocatori, ora sono tra i migliori al mondo. Quest’anno, privo di alcune pedine della fantastica stagione scorsa come ad esempio Diego Costa, ripartirà ancora con la consapevolezza di rimettere in sesto qualcosa che deve andare come lui vuole, e partirà come sa fare meglio: ritmo, corsa, sacrificio, collaborazione e idee chiare. Il suo calcio è fatto di mobilità , senza di questa non si arriva da nessuna parte. Preferisce schierare la squadra secondo  il 4-2-3-1 e  il  4-4-2 con varianti. A centrocampo predilige il principio della solidità. I suoi giocatori devono essere l’esempio di freschezza e dinamismo, requisiti fondamentali per la sua mobilità. L’estro in fase avanzata , il Cholo, lo lascia libero di inventare.

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