PAROLA AL PREPARATORE. FORZA: “COME NASCE UN CARICO DI ALLENAMENTO. QUALI STIMOLI E CHE FREQUENZA DARE”?

Studiando appassionatamente le vicende e gli studi di un noto Fisiologo (Y.Verchoshanky), dal nome quasi impossibile da digitare, rifletto a fondo e volevo inoltrarlo a voi colleghi e non,  sul metodo, sistema e carico di allenamento utilizzato per la forza (parliamo ovviamente della sport del calcio). Sapendo di già, tutti gli impegni tutti i microcicli di allenamento che i nostri calciatori andranno ad affrontare, credo sia utile e formativo creare fin dall inizio le giuste basi del programma inerente alla forza. Sottoscrivo subito il fatto, che ho letto attentamente sui libri di fisiologia e dal metodo d’urto del prof. Yuri Verchoshanky ponendo quello che è ora il mio discorso. Molti di noi quando vanno a lavorare sulla forza, principalmente non completano mai l’ideologia del lavoro, non specificando l’aggettivo. Forza reattiva? Esplosiva? Massimale?. Sappiamo di certo quali sono le differenze tra loro, ma quello che penso e che dobbiamo sempre vedere espressione ed utilizzo della forza su cui lavorare, attraverso i tre obiettivi per valutarla. CARICO – FORZA – TEMPO. Verrebbe certo molto più semplice riuscire a notare come avvengono le contrazioni muscolari ovvero gli stimoli e le scariche che vengono sparate alle nostre fibre. Notare come può cambiare il reclutamento fibrotico in base ad uno stimolo singolo che dura nel tempo o a scossa continua che aumenta fino a (5-6 volte) la sua efficienza rispetto al primo. Tutto questo quadro ovviamente deve essere secondo me, sistemato come un puzzle, riuscendo a sostenere quanto il lavoro deve pagare, e quanto il muscolo del nostro calciatore è pronto a recepire. In un lavoro di forza esplosiva, cosa scegliamo? E visto che la maggior parte di noi “trasforma” il lavoro sul campo, non può essere intesa anche quello come lavoro esplosivo, d’altronde la forza esplosiva non è altro che un espressione di forza in un breve tempo, contro una resistenza non molto elevata. Ed in un gioco situazionale (giochi di posizione ad esempio) avete mai provato a stabilire quanti cambi di direzioni ci sono? E in quanti di questi c’è ingabbiato un movimento reattivo ed esplosivo in maggiore di 45* ? Il mio messaggio, da quello che ho imparato da questi testi letti e valutazioni fatti sul campo, mi spingono a valutare meglio prima, il CARICO, dosare bene il TEMPO di esecuzione, scelgiendo la giusta FORZA. Praticamente rispettare le tre regole.

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