TAPERING: ” ANCHE IL RIPOSO È UNA SEDUTA DI ALLENAMENTO CHE PERMETTE ALL’ATLETA DI SMALTIRE FISIOLOGICAMENTE I CARICHI”

 Siamo ormai ad una parte della stagione dove la fatica muscolare, ed il lavoro fisico portato avanti dagli inizi di Luglio con poche soste, richiama noi preparatori ad una programmazione di recupero ottimale per questo rush finale. Con il tempo, siamo testimoni noi stessi, di un notevole progresso per ciò che riguarda la metodologia dei sistemi di allenamento, il loro monitoraggio e le conseguenti valutazioni. Oltretutto questi sistemi e queste accortezze, ci sistemano in modo da poter ottemperare ai rischi dei vari carichi di lavoro che porterebbero al fenomeno over-reaching o addirittura sfociare in over- training. Il riposo secondo il mi punto di vista , deve essere considerato come un vero allenamento anche esso, poiché consente al nostro calciatore, di sopportare ed assorbire fisiologicamente i carichi di lavoro proposti all’interno del processo di pianificazione dell’allenamento. Sappiamo di certo che l’esercizio fisico induce al fenomeno dei DOMS, che rappresenta una ben precisa realtà fisiologica a se stante sul bilancio dell’omeostasi delle cellule muscolari e dei fenomeni di infiammazioni locali. Nel semplice affaticamento post-esercizio, si può solo assistere ad un incremento dei livelli ematici di creatinkinasi CK, e di lattico deidrogenasi LDH, quale risposta aumenta la permeabilità della membrana plasmatica e l’aumento della vascolarizzazione intamuscolare. Tra tutti gli studi effettuati e le metodologie lette e utilizzate, con l’esperienza nei miei anni di lavoro, quelle di maggior razionalità sembrano essere le metodologie basate sull’applicazione di stimoli meccanici, rappresentati da compressioni di debole entità, a livello degli arti inferiori, soprattutto a carico della muscolatura degli arti inferiori. Da qui le tecniche che suggerisco sempre sono:

– l’immersione che, grazie alla pressione idrostatica, stimola la pompa venosa muscolare
– l’immersione alternata in acqua calda e fredda, che unisce i vantaggi della semplice immersione ad un ulteriore stimolo della pompa venosa, grazie al fenomeno di vasodilatazione indotto dall’acqua calda ed a quello di vasocostrizione derivante dall’immersione in acqua fredda    -l’eletrostimolazione a bassa frequenza cercando di attivar il meccanismo di “vaso pumping”

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