Parola al Preparatore. MATCH ANALISYS: ” Come analizzo la partita e perchè ”

La match analysis è il massimo sviluppo dell’analisi situazionale della prestazione dello sportivo. Chiunque si sia trovato, per passione o per lavoro, a dover seguire uno o più atleti di qualsivoglia disciplina si sarà trovato nella situazione di annotare su migliaia di fogli ciò che accadeva durante la gara, in modo da poterla successivamente analizzare senza nessuna influenza emotiva. L’evoluzione di questa tecnica, che spesso non era adeguata ai tempi della gara, consiste nella nascita delle schede di valutazione, ovvero fogli prestampati che consentivano all’operatore di annotare attraverso semplici simboli standardizzati l’esito di varie situazioni predeterminate. In seguito, l’utilizzo delle prime videocamere per registrare la prestazione ha offerto la possibilità di rivedere la gara più volte e, oltre ad essere riusciti ad eliminare l’errore di valutazione dell’osservatore, si sono moltiplicati i parametri rilevabili fornendo ai tecnici una immagine più completa della prestazione. Arrivati a questo stadio dello sviluppo i problemi principali di questo tipo di tecnica di valutazione sono costituiti dai tempi di osservazione troppo lunghi e dal tipo di analisi da effettuare per arrivare a dei risultati concreti in breve periodo. La soluzione riguardante l’analisi dei dati è stata superata con l’avvento dei PC e dei primi sistemi operativi: inserendo i dati in appositi programmi si ottenevano rapidamente quelle informazioni richieste dall’operatore. Al giorno d’oggi dove elettronica e informatica non sembrano avere più confini, è bastato unire la videoregistrazione della gara ad un sistema operativo adattato per diminuire anche i tempi di osservazione. Con i sistemi moderni bastano poche ore dopo la gara per fornire direttamente al tecnico interessato i parametri che si ritengono essenziali per l’interpretazione della performance, la match analysis appunto!   Tali sistemi di valutazione sono legati essenzialmente al riconoscimento della posizione e del movimento in campo del soggetto (velocità, distanze percorse, traiettorie) e al rilevamento del suo rapporto con i compagni, gli avversari e la palla (se presente nel gioco). E’ anche vero che per ottenere una Macht Analysis ragguardevole ed estremamente precisa, ci sarebbe bisogno di un paio di telecamere, e di altri colleghi che possano aiutarti nella messa a fuoco del macht intero. Studio e valuto la macht analysis della gara della mia squadra, da questa stagione in corso, la prima volta l’inaugurai nella stagione 2008 – 2009 quando allenavo la Berretti del Crotone Calcio, ma ancora non avevo basato il suo impiego a 360°.

In quell’anno mi limitavo a quello che possono essere le basi statistiche di una gara, che riguardavano i tiri effettuati, i corner, i fuorigioco. Spesso questo mi portava a non dare al mio allenatore un analisi accurata di ciò che succedeva nell’arco dei 90 minuti di gioco.

Il mio studio, e soprattutto la voglia di capire i vantaggi e gli svantaggi che poteva portare la Macht Analysis mi spinsero a lavorarci sopra, in modo graduale, percependo nel massimo delle mie conoscenze tattiche e sulla base di nuove prove, un giusto aggiornamento e perfezionamento di questa tecnica di valutazione.
L’utilizzo della match analysis da parte del preparatore atletico ha sicuramente ampliato la definizione del modello prestativo del gioco del calcio. Si è passati dalla semplicistica concezione di “sport aerobico-anaerobico alternato” a quella fornita dagli studiosi del mondo della macht analysis “Il calcio è caratterizzato da una attività intermittente con gli sforzi anaerobici ad alta intensità sovrapposti ad una bassa attività aerobica”. Si è quindi spostato l’obiettivo dal miglioramento di capacità aerobiche e lattacide verso un aumento della capacità di effettuare sprint ad alta intensità per tutta la durata della gara. Essere a conoscenza del preciso modello di prestazione consente di ottimizzare al meglio il poco tempo  che il preparatore atletico ha a disposizione durante la seduta di allenamento per migliorare e  mantenere un buono stato di forma del calciatore. Il secondo grande vantaggio potrebbe essere dato dalla possibilità di osservare direttamente, attraverso la gara, lo stato di forma del soggetto. Con il monitoraggio di determinati parametri potremmo ricavare una precisa fotografia del livello di allenamento del giocatore senza dover ricorrere a test da campo che spesso si avvicinano solamente al tipo di sforzo che avviene durante la partita. Questo permetterebbe ai tecnici di fornire metodi di allenamento adeguati per ottenere calciatori ad alto livello fisico per più tempo possibile. Ovviamente ai vantaggi vengono contrapposti gli svantaggi di questa tecnica accurata e sempre più utilizzata. Il primo e basilare svantaggio è l’alto costo delle apparecchiature (per chi ha la possibilità di esserne in possesso), basti pensare che non tutte le società di SERIE A si possono permettere questa nuova tecnologia. Un altro punto a sfavore è dato dalla mancanza di letteratura riguardante i dati che si misurano con la match analysis. Essendo una tecnica di recente introduzione non si hanno studi e ricerche che possano ipotizzare una qualsivoglia teoria e le poche che ci sono spesso sono incomplete (pochi soggetti, metodi di valutazione differenti) o non sono comparabili tra loro (gruppo di soggetti diversi). Il problema principale, che riguarda la determinazione dello stato di forma del soggetto, è l’elevata variabilità del gioco e quindi la bassa possibilità di standardizzare determinate situazioni da analizzare. Spesso la prestazione del giocatore non è solo dettata dal suo stato di forma fisico ma sul suo modo di giocare influiscono anche le disposizioni tattiche, la tecnica e l’avversario che si affronta. Risulterebbe quindi difficile al termine di una gara, determinare se il giocatore analizzato è in forma o no semplicemente contando i suoi scatti o la distanza che ha percorso.

Jonathan Proietto (Prep. Livorno Calcio) per http://www.alleniamoilcalcio.net

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