Mente, sistema nervoso, controllo motorio: elementi essenziali per un calciatore completo

Il calcio moderno ha portato alla creazione di un atleta con qualità fisiche e tecniche elevate.
Ogni squadra nel calcio di oggi utilizza il pressing e proprio per questo si ha la necessità di avere calciatori, non solo fisicamente e tecnicamente molto dotati, ma che riescano ad agire in modo rapido, che riescano a leggere l’azione prima che accada l’evento, insomma abbiamo la necessità di un giocatore con una elevata rapidità mentale. Il calcio è un gioco dove mai tutto è già stabilito. Ovvero, è un gioco che ogni istante propone nuove situazioni, nuove circostanze con le quali rapportarsi e a cui dare una risposta immediata; a volte un attimo di esitazione, un pensiero in più può essere fatale per l’esito della partita. Ovviamente non basta solo rispondere, ma bisogna rispondere in maniera esatta al fine di non correre dei rischi. Proprio per questo oltre a dover allenare la parte tecnica, tattica e fisica, un allenatore deve ben programmare delle sedute di allenamento per la rapidità mentale. È ovvio, ci sono giocatori che hanno innati in se stessi questa caratteristica, ma ci sono altri che con l’allenamento opportuno potranno senza dubbio migliorare questa caratteristica.
Eseguire un determinato gesto nel migliore dei modi, rispondere ad una situazione nel minor tempo possibile e al meglio, è il risultato di svariate esperienze acquisite nel tempo e soprattutto con l’allenamento.
Il rispondere ad una determinata situazione grazie ai miglioramenti ottenuti in allenamento è il risultato di una forma di allenamento definita “situazionale”. Il suo obiettivo è quello di ricreare in allenamento le situazioni più vero simili alla partita, obbligando così il giocatore al ragionamento per poi acquisire un’“esperienza” che verrà poi rieseguita automaticamente , senza doverci pensare, in partita.
Al fine di allenare tutto quanto detto fin ora, ci serviamo della psicocinetica. Essa, come tutte le esercitazioni, avrà dei gradi di difficoltà crescenti a seconda dell’età dei giocatori a cui si propone l’esercitazione.
L’allenatore deve essere bravo a tenere elevata l’attenzione, magari scegliendo esercitazioni opportune al momento della squadra in modo così da tenere anche alto l’entusiasmo del gruppo, magari anche con un pizzico di agonismo. Deve saper creare un ambiente costruttivo intorno ai giocatori, senza troppe pressioni, dove ci sarà sicuramente serietà e professionalità ma che non sia oppressivo.

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