UEL / Basilea-Chelsea: analizziamo alcune situazioni

Le formazioni

L’analisi dei passaggi

Gli attacchi laterali

L’analisi dei tiri verso la porta avversaria

 

Parola al preparatore. WARM UP: “PREPARTITA E RISCALDAMENTO, COSA ANDIAMO A PREPARE?”

Di norma è consuetudine da parte di tutti, stabilire il riscaldamento come quell’atto del pre-partita dove gli 11 che scendono in campo, devono “riscaldarsi” per poter scendere in campo preparati agli sforzi che si richiedono in gara.
“PERSONALMENTE, COME DI MIA CONSUETUDINE, AFFRONTO QUESTO DISCORSO, COME TANTI ALTRI INERENTI ALLA MIA DISCIPLINA, PONENDO DAVANTI A TUTTO UNA PROVOCAZIONE, SAPPIAMO COSA “RISCALDARE” ? SIAMO SICURI DI DARE L’INPUT GIUSTO AL MUSCOLO GIUSTO?.
SINCERAMENTE QUESTA DOMANDA ME LA SONO POSTA PARECCHIE VOLTE, E QUINDI PER OTTEMPERARE A TALE QUESITO, HO PROVATO AD IMMAGINARE DI SCHEMATIZZARE QUELLE CHE SONO LE COMPONENTI PRINCIPALI CHE  ANDIAMO A LA PROGRAMMARE DURANTE UN WARM UP, PREGARA E SE VERAMENTE NE SIA EFFICACE, MISURANDO INDIVIDUALMENTE ANCHE LE CARATTERISTICHE DEI CALCIATORI IN ALLENAMENTO.”
Possiamo innanzitutto descrivere il tutto attraverso un quadro sinottico, che spieghi innanzitutto cosa s’intende per riscaldamento, ovvero quel momento che prepara tutto l’organismo, che prima di un allenamento o partita è regolato in maniera normale e che passa successivamente ad una elevata disponibilità al lavoro ed alla prestazione.
“INQUADRO IL MIO SCHEMA DI WARM UP GIA DALLE SEDUTE DI ALLENAMENTO, CURANDO E VISIONANDO QUELLE CHE SONO LE FORME DA UTILIZZARE, IL VOLUME E L’INTENSITA’ DA IMPARTIRE, E LO SVOLGIMENTO DELLO STESSO WARM UP.
ALTRA MIA PICCOLA PROVOCAZIONE E’ : MA GLI EFFETTI DEL RISCALDAMENTO LI ABBIAMO MAI COSTATATO?”
Sappiamo per certo che un certo effetto del riscaldamento pre-partita (Warm Up) ha delle reazioni e regolazioni a livello fisiologico che io raccolgo in queste quattro fondamenta:
- WARM UP E REAZIONI FISIOLOGICHE
- WARM UP E REGOLAZIONI MOTORIE
- WARM UP E REGOLAZIONI PSICHICHE
- WARM UP E PREVENZIONE
Il tutto deve essere riscontrato e tenuto in stretta considerazione se andiamo ad operare ed analizzare, attentamente quanto queste fondamenta, regolano in relazione a:
- MUSCOLI     – TESSUNTO OSSEO  – STM. CARDIOVASCOLARE    – METABOLISMO e RESPIRAZIONE.

Solo se riusciamo a dare ampio spazio ad una performance di 15-20 minuti , diamo e garantiamo ai nostri atleti basi ferree per ottemperare alle richieste di gara.

GESTO MOTORIO : “COMPIERE UN GESTO ATELTICO, RICHIEDE L’APPRENDIMENTO DELLE ABILITA’ “

 L’uso e la combinazione degli  schemi motori consente il passaggio da azioni motorie semplici ad altre più strutturate e complesse. La loro costruzione e il loro sviluppo deve consentire, attraverso la più ampia esperienza possibile, l’accesso ad ulteriori e più complessi gesti motori fino a giungere, progressivamente, alla costruzione stabile delle abilità motorie.
 Le abilità motorie derivano dalla combinazione di schemi motori di base e di capacità motorie. Si può asserire che quanto maggiore e più ricco è il repertorio di condotte o schemi naturali, tanto più differenziate sono le abilità che si possono sviluppare in seguito correttamente.
 ”L’apprendimento delle abilità motorie richiede un processo addestrativo basato su un numero elevato di ripetizioni. Ciò non è però sufficiente per garantire l’ottimale sviluppo delle abilità. Le ripetizioni infatti servono per memorizzare programmi motori efficaci e per reagire con successo alle varie situazioni  motorie che si presentano. Ricordiamoci che questo deve pur sempre basarlo sulle fasce di età su cui noi lavoriamo”.
E’ anche necessario che le abilità vengano apprese in modo consapevole, come se fossero elementi di un linguaggio, quello motorio, da poter combinare insieme per creare risposte e gesti nuovi rielaborando ciò che si è appreso in precedenza.
In tal modo sarà possibile, all’allievo, poter esprimere la massima potenzialità tramite il controllo e l’utilizzo creativo del bagaglio motorio che costituisce la sua esperienza.
In tal senso deve essere interpretato il concetto di “transfer motorio”, cioè la capacità di realizzare movimenti efficaci utilizzando esperienze già sperimentate per risolvere compiti motori differenti  o parzialmente diversi.
 E’ il concetto di adattamento e/o trasformazione dei movimenti,  cioè la capacità di mettere insieme le esperienze gia consolidate e di rielaborarle alla luce del compito motorio attuale  e di parametri come quelli di spazio, velocità, ritmo e distanze.

TAPERING: ” ANCHE IL RIPOSO È UNA SEDUTA DI ALLENAMENTO CHE PERMETTE ALL’ATLETA DI SMALTIRE FISIOLOGICAMENTE I CARICHI”

 Siamo ormai ad una parte della stagione dove la fatica muscolare, ed il lavoro fisico portato avanti dagli inizi di Luglio con poche soste, richiama noi preparatori ad una programmazione di recupero ottimale per questo rush finale. Con il tempo, siamo testimoni noi stessi, di un notevole progresso per ciò che riguarda la metodologia dei sistemi di allenamento, il loro monitoraggio e le conseguenti valutazioni. Oltretutto questi sistemi e queste accortezze, ci sistemano in modo da poter ottemperare ai rischi dei vari carichi di lavoro che porterebbero al fenomeno over-reaching o addirittura sfociare in over- training. Il riposo secondo il mi punto di vista , deve essere considerato come un vero allenamento anche esso, poiché consente al nostro calciatore, di sopportare ed assorbire fisiologicamente i carichi di lavoro proposti all’interno del processo di pianificazione dell’allenamento. Sappiamo di certo che l’esercizio fisico induce al fenomeno dei DOMS, che rappresenta una ben precisa realtà fisiologica a se stante sul bilancio dell’omeostasi delle cellule muscolari e dei fenomeni di infiammazioni locali. Nel semplice affaticamento post-esercizio, si può solo assistere ad un incremento dei livelli ematici di creatinkinasi CK, e di lattico deidrogenasi LDH, quale risposta aumenta la permeabilità della membrana plasmatica e l’aumento della vascolarizzazione intamuscolare. Tra tutti gli studi effettuati e le metodologie lette e utilizzate, con l’esperienza nei miei anni di lavoro, quelle di maggior razionalità sembrano essere le metodologie basate sull’applicazione di stimoli meccanici, rappresentati da compressioni di debole entità, a livello degli arti inferiori, soprattutto a carico della muscolatura degli arti inferiori. Da qui le tecniche che suggerisco sempre sono:

- l’immersione che, grazie alla pressione idrostatica, stimola la pompa venosa muscolare
- l’immersione alternata in acqua calda e fredda, che unisce i vantaggi della semplice immersione ad un ulteriore stimolo della pompa venosa, grazie al fenomeno di vasodilatazione indotto dall’acqua calda ed a quello di vasocostrizione derivante dall’immersione in acqua fredda    -l’eletrostimolazione a bassa frequenza cercando di attivar il meccanismo di “vaso pumping”

Parola al preparatore. ANALYZE MACHT: ” LIVORNO – PRO VERCELLI AI RAGGI X, OTTIMA INTENSITÀ E SUPERIORITÀ CONTINUA”

 Il Secondo match analizzato a fondo attraverso la Video Match Analisys è stata la partita di campionato, che si è svolta a metà marzo a Vercelli e vinta per 1-0 su palla inattiva. Nella foto inserite sull’articolo, sono riportati dati significativi, come il possesso palla, la cinetica delle zone di campo e non per ultimo i dati dettagliati, dal punto di vista della cinetica fisica degli 11 in campo. Nell’andamento della gara, il Livorno ha quasi sempre avuto il primato di possesso palla, specialmente nella fase di partita registrata, tra la fase 3-4 dove il possesso palla ha raggiunto anche il picco del 68%. Nelle zone di campo giocate, il Livorno ha quasi sempre stabilito un domino nella trequarti avversaria, e le zone di transizioni sono quasi sempre realizzate non prima dei 40 metri dell’area difesa. Buon dato inerente anche alla ripresa dove, in 12 partite su 18 il Livorno si è visto sempre in difficoltà, subendo oltre il 78% delle reti al passivo. Anche la corsa singola di ogni giocatore, ha dimostrato una media altissima. A contrasto con una partita simile a questa (Novara – Livorno) gli esterni e mediani, hanno percorso rispettivamente (1,23 e 1.44 km) in più. Si è calciato anche molto in porta, e nella fase 4-5 fase dove è scaturiti il gol del vantaggio, son stati effettuati 4 dei 12 tiri totali, due dei quali da fuori area ed entrambe con SHOT on TARGET (nello specchio della porta). Dato negativo nella fase 6 il calo del possesso palla, e la cessione della zona di gioco 5 ovvero quella dei primi 20 metri della porta difesa. La cinetica della prestazione fisica dei 90′ più quella tecnica sono allegati in foto.

Parola al Preparatore. ANALYZE MATCH: “LA NUOVA RUBRICA PARTE CON LA PARTITA DI PREMIER RUSSA RUBIN – LOKOMOTIV MOSCA”

Grazie ai dati realizzati e forniti dalla Once Sport,andiamo ad analizzare la aprtita tra Rubin e Lokomotiv Mosca. Fondamentalmente credo sia importantissimo riuscire a stabilire un’analisi completa e dettagliata di una partita, perché uno fa crescere professionalmente chi la effettua, e successivamente perché da modo di copiare nuovi fondamentali di lavori da appropriare ai microcicli fisici. La partita che ho analizzato, in mancanza del turno di calcio italiano, è stata Rubin – Lokomotiv Mosca. Partita di cartello nella premier Russa. Principalmente una volta aver acquisito i dati dalla Once Sport, ho rivisto la partita , raccolto i miei dati e confrontati con quelli multimediali della Once. Questo mi serve a capire, dove posso migliorare l analisi visiva del match. Nelle foto inserite ho pubblicato le parti principali di zona di campo giocate e possesso palla. Rubin squadra molto fisica che nella prima fase di gioco (per fasi di gioco intendo 15′) ha concesso però molto all’avversario, ma è anche una squadra molto veloce, basta pensare (foto 7) che nell’azione del secondo goal, raccogliendo una fase di transizione positivamente hanno conquistato oltre 57 metri di campo, impiegando con due passaggi, 5″ per andare in rete. Ma anche nella fase 4 della partita (dal 61/74) con Kuzmin avevano raccolto palla nella zona del centrocampo proprio per arrivare a conquistare 44 metri di campo in 7″ e andare al tiro, senza alcun pericolo per il portiere. Le foto risaltano anche un possesso palla abbastanza a favore del Rubin in tutte e sei le fasi di gioco. Corre molto di più il Rubin nella prima fascia della partita e meno nella fase 5, dove il Lokomotiv, che ancora poteva ritrovare il risultato, ha aumentato la prestazione. Sia la suddivisione del possesso palla che la percentuale dei passaggi ha visto prorompente la solidità e la forza del Rubin. Per qualsiasi infoe approfondimenti aspetto il vostro quesito o il vostro parere.

SVILUPPI E APPLICAZIONE PRATICA DEI PRINCIPI DI TATTICA COLLETTIVA IN FASE DI NON POSSESSO

Una semplice presentazione degli Sviluppi e delle applicazioni dei principi di tattica collettiva in fase di non possesso palla.  Pillole che cercano di racchiudere più semplicisticamente possibile tali sviluppi, per ognuno dei quali sarebbe necessaria una ampia e variegata trattazione.

CLICCA QUI PER LEGGERE E SCARICARE LA PRESENTAZIONE ” SVILUPPI E APPLICAZIONE PRATICA DEI PRINCIPI DI TATTICA COLLETTIVA IN FASE DI NON POSSESSO PALLA”

(Clicca sull’immagine per andare alla presentazione)

Sviluppi e delle applicazioni dei principi di tattica collettiva in fase di possesso palla

Una semplice presentazione degli Sviluppi e delle applicazioni dei principi di tattica collettiva in fase di possesso palla.  Pillole che cercano di racchiudere più semplicisticamente possibile tali sviluppi, per ognuno dei quali sarebbe necessaria una ampia e variegata trattazione.

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Parola al Preparatore. MATCH ANALISYS: ” Come analizzo la partita e perchè ”

La match analysis è il massimo sviluppo dell’analisi situazionale della prestazione dello sportivo. Chiunque si sia trovato, per passione o per lavoro, a dover seguire uno o più atleti di qualsivoglia disciplina si sarà trovato nella situazione di annotare su migliaia di fogli ciò che accadeva durante la gara, in modo da poterla successivamente analizzare senza nessuna influenza emotiva. L’evoluzione di questa tecnica, che spesso non era adeguata ai tempi della gara, consiste nella nascita delle schede di valutazione, ovvero fogli prestampati che consentivano all’operatore di annotare attraverso semplici simboli standardizzati l’esito di varie situazioni predeterminate. In seguito, l’utilizzo delle prime videocamere per registrare la prestazione ha offerto la possibilità di rivedere la gara più volte e, oltre ad essere riusciti ad eliminare l’errore di valutazione dell’osservatore, si sono moltiplicati i parametri rilevabili fornendo ai tecnici una immagine più completa della prestazione. Arrivati a questo stadio dello sviluppo i problemi principali di questo tipo di tecnica di valutazione sono costituiti dai tempi di osservazione troppo lunghi e dal tipo di analisi da effettuare per arrivare a dei risultati concreti in breve periodo. La soluzione riguardante l’analisi dei dati è stata superata con l’avvento dei PC e dei primi sistemi operativi: inserendo i dati in appositi programmi si ottenevano rapidamente quelle informazioni richieste dall’operatore. Al giorno d’oggi dove elettronica e informatica non sembrano avere più confini, è bastato unire la videoregistrazione della gara ad un sistema operativo adattato per diminuire anche i tempi di osservazione. Con i sistemi moderni bastano poche ore dopo la gara per fornire direttamente al tecnico interessato i parametri che si ritengono essenziali per l’interpretazione della performance, la match analysis appunto!   Tali sistemi di valutazione sono legati essenzialmente al riconoscimento della posizione e del movimento in campo del soggetto (velocità, distanze percorse, traiettorie) e al rilevamento del suo rapporto con i compagni, gli avversari e la palla (se presente nel gioco). E’ anche vero che per ottenere una Macht Analysis ragguardevole ed estremamente precisa, ci sarebbe bisogno di un paio di telecamere, e di altri colleghi che possano aiutarti nella messa a fuoco del macht intero. Studio e valuto la macht analysis della gara della mia squadra, da questa stagione in corso, la prima volta l’inaugurai nella stagione 2008 – 2009 quando allenavo la Berretti del Crotone Calcio, ma ancora non avevo basato il suo impiego a 360°.

In quell’anno mi limitavo a quello che possono essere le basi statistiche di una gara, che riguardavano i tiri effettuati, i corner, i fuorigioco. Spesso questo mi portava a non dare al mio allenatore un analisi accurata di ciò che succedeva nell’arco dei 90 minuti di gioco.

Il mio studio, e soprattutto la voglia di capire i vantaggi e gli svantaggi che poteva portare la Macht Analysis mi spinsero a lavorarci sopra, in modo graduale, percependo nel massimo delle mie conoscenze tattiche e sulla base di nuove prove, un giusto aggiornamento e perfezionamento di questa tecnica di valutazione.
L’utilizzo della match analysis da parte del preparatore atletico ha sicuramente ampliato la definizione del modello prestativo del gioco del calcio. Si è passati dalla semplicistica concezione di “sport aerobico-anaerobico alternato” a quella fornita dagli studiosi del mondo della macht analysis “Il calcio è caratterizzato da una attività intermittente con gli sforzi anaerobici ad alta intensità sovrapposti ad una bassa attività aerobica”. Si è quindi spostato l’obiettivo dal miglioramento di capacità aerobiche e lattacide verso un aumento della capacità di effettuare sprint ad alta intensità per tutta la durata della gara. Essere a conoscenza del preciso modello di prestazione consente di ottimizzare al meglio il poco tempo  che il preparatore atletico ha a disposizione durante la seduta di allenamento per migliorare e  mantenere un buono stato di forma del calciatore. Il secondo grande vantaggio potrebbe essere dato dalla possibilità di osservare direttamente, attraverso la gara, lo stato di forma del soggetto. Con il monitoraggio di determinati parametri potremmo ricavare una precisa fotografia del livello di allenamento del giocatore senza dover ricorrere a test da campo che spesso si avvicinano solamente al tipo di sforzo che avviene durante la partita. Questo permetterebbe ai tecnici di fornire metodi di allenamento adeguati per ottenere calciatori ad alto livello fisico per più tempo possibile. Ovviamente ai vantaggi vengono contrapposti gli svantaggi di questa tecnica accurata e sempre più utilizzata. Il primo e basilare svantaggio è l’alto costo delle apparecchiature (per chi ha la possibilità di esserne in possesso), basti pensare che non tutte le società di SERIE A si possono permettere questa nuova tecnologia. Un altro punto a sfavore è dato dalla mancanza di letteratura riguardante i dati che si misurano con la match analysis. Essendo una tecnica di recente introduzione non si hanno studi e ricerche che possano ipotizzare una qualsivoglia teoria e le poche che ci sono spesso sono incomplete (pochi soggetti, metodi di valutazione differenti) o non sono comparabili tra loro (gruppo di soggetti diversi). Il problema principale, che riguarda la determinazione dello stato di forma del soggetto, è l’elevata variabilità del gioco e quindi la bassa possibilità di standardizzare determinate situazioni da analizzare. Spesso la prestazione del giocatore non è solo dettata dal suo stato di forma fisico ma sul suo modo di giocare influiscono anche le disposizioni tattiche, la tecnica e l’avversario che si affronta. Risulterebbe quindi difficile al termine di una gara, determinare se il giocatore analizzato è in forma o no semplicemente contando i suoi scatti o la distanza che ha percorso.

Jonathan Proietto (Prep. Livorno Calcio) per http://www.alleniamoilcalcio.net

DIFESA: 1c1,cosa e come affrontarlo.

ASPETTI DIFENSIVI DELL’ 1c1 .

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